Cosa sono i Nitriti e i Nitrati.

Sono presenti anche nelle acque in bottiglia.

I nitriti (NO2) e i nitrati (NO3) sono sostanze composte da azoto (N) ed ossigeno (O) e sono entrambi normalmente presenti in natura. I primi derivano dall’acido nitroso e i secondi dall’acido nitrico.
Queste sostanze sono fondamentali per la crescita dei vegetali che utilizzano l’azoto per sintetizzare le loro strutture proteiche sfruttando la luce del sole.
Per garantire una crescita ottimale delle nostre colture, abbiamo imparato ad arricchire il terreno con queste sostanze tramite l’uso di fertilizzanti naturali e chimici. Nitriti e nitrati sono stati inoltre impiegati anche in campo alimentare per preservare le caratteristiche di alcuni alimenti e aumentarne contemporaneamente la conservabilità.
Così facendo, l’uomo è riuscito ad inquinare due degli elementi principali della sua sopravvivenza: l’acqua, inquinando le falde acquifere con i fertilizzanti azotati, e il cibo, aggiungendo agli alimenti i conservanti artificiali.

Perché sono pericolosi.

Attenzione particolare al limite per le acque destinate all’infanzia.

I nitrati di per sé sono innocui ma, in particolari condizioni come lunghi periodi di conservazione, calore, pH acido e presenza di batteri, il 20-30% di essi può trasformarsi in nitriti. I nitriti, sono sostanze che nuociono al nostro organismo perché hanno la capacità di legarsi all’emoglobina, la proteina del sangue che trasporta l’ossigeno in tutto il nostro organismo, trasformandola in metaemoglobina, una proteina incapace di trasportare ossigeno. Ossigeno che di conseguenza si riduce nei tessuti.
Inoltre, la capacità dei nitriti di combinarsi con le ammine (composti organici aggiunti soprattutto negli alimenti proteici, come carne, salumi e formaggi) genera sostanze cancerogene chiamate nitrosamine.

Secondo l’AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro) il consumo di insaccati con conservanti è una della cause accertate di cancro allo stomaco, tanto che in Italia questa malattia è più diffusa nelle regioni in cui il consumo di questi prodotti è maggiore. In merito a queste sostanze di fatto cancerose, la Direttiva del Parlamento Europeo 95/2/CE del 20 febbraio 1995 consente l’aggiunta negli alimenti di un quantitativo massimo di nitriti pari a 150 mg per kg di prodotto, 25 volte quella massima presente nei vegetali. La legislazione italiana è fra le più restrittive, perché consente l’impiego solo per la carne conservata.

Per quanto riguarda la valutazione della quantità massima giornaliera assumibile senza pericolo, il Comitato Scientifico per l’Alimentazione della Commissione Europea ha valutato accettabile l’assunzione giornaliera di nitriti nell’ordine di 0,06 mg/kg di peso corporeo e di 3,7 mg/kg per i nitrati; mentre il comitato FAO-OMS ha fissato per i nitriti una dose giornaliera di 0-0,1 mg/kg di peso corporeo.

Per quanto riguarda i limiti fissati per le quantità presenti nella acque da bere, in Italia il decreto legislativo 31/2001, in vigore da dicembre 2003, ha stabilito che i nitriti debbano avere una concentrazione inferiore a 0,5 mg/L, mentre per i nitrati la massima concentrazione consentita è 50 mg/L. Si ritiene che entro questi limiti le acque potabili possano essere consumate in condizioni di sicurezza nell’intero arco della vita da tutti, esclusi i neonati, per i quali il limite è stato fissato entro i 10 mg/l con il D.M. del 10/02/2015 del Ministero della salute.

È proprio su questo argomento che vogliamo porre l’attenzione. Se, per quanto riguarda il limite per gli “adulti”, questo viene rispettato sia dalle acque in bottiglia che dalle acque della maggior parte dei comuni italiani, non si può dire lo stesso per il limite fissato per le acque destinate all’infanzia.
Da un’analisi effettuata nella zona nord-est di Milano (nota per la qualità buona dell’acqua), è risultato che l’acqua analizzata fosse entro i parametri di legge tranne per quanto riguarda i limiti per il consumo da parte dei neonati. Lo stesso discorso vale per le acque in bottiglia che rispettano tutti i parametri consentiti, tranne quelli più restrittivi per il consumo nella prima infanzia, limite che viene rispettato solo dai marchi che lo indicano chiaramente in etichetta. Al contrario, nessun obbligo di legge è previsto per l’indicazione della non idoneità dell’acqua al consumo neonatale.

L’utilizzo di acquadomestici in grado di purificare completamente l’acqua da nitriti e nitrati è quindi altamente consigliato in presenza di neonati e bambini in famiglia.

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